Dettaglio del corso: Le Personalità in Psicoterapia

Programma formativo

Il ruolo della personalità nella costruzione di una diagnosi – Prof. Vittorio Lingiardi 

Perché un sistema diagnostico, nell’ambito della salute mentale, sia utile al clinico deve: ricondurre le problematiche esistenziali e psicopatologiche dei pazienti alle loro organizzazioni di personalità e alle diverse dimensioni del funzionamento mentale, per esempio i meccanismi di difesa; collocare le ipotesi diagnostiche nelle diverse fasi del ciclo di vita; tenere in considerazione gli elementi relazionali dell’incontro clinico; cogliere anche le risorse del paziente e non solo gli aspetti problematici. È quello che cercano di fare il Manuale Diagnostico Psicodinamico (PDM-2) e la Shedler-Westen Assessment Procedure (SWAP-200), che molto devono al metodo con cui Otto Kernberg ci ha insegnato a leggere le diverse configurazioni di personalità lungo il continuum sano-nevrotico-borderline-psicotico. Solo in questo modo possiamo conciliare il/la paziente che ho di fronte nella sua unicità con le categorie di riferimento piú generali e inclusive che conducono a una diagnosi sensata per clinici sensibili. Si tratta di integrare le informazioni derivate dall’assessment diagnostico con la dimensione narrativa della formulazione del caso in vista della presa in carico o dell’invio al trattamento. Se isoliamo l’etichetta diagnostica dalle sue finalità e potenzialità rischiamo di fare come lo sciocco che, quando il saggio indica la luna, guarda il dito.

Psicoterapia: arte o tecnica?  – Prof.ssa Maria Ponsi

“La psicologia può essere una scienza ma la psicoterapia è un’arte” è la frase che Nancy McWilliams pone all’inizio del volume in cui delinea i principi su cui si basa la psicoterapia psicoanalitica. La psicoterapia psicoanalitica non è un’entità unitaria, definita da coordinate teoriche e tecniche specifiche, ma un insieme di modelli che si sono formati nel tempo a partire dalla comune origine nella psicoanalisi del suo fondatore. Sebbene sul piano teorico il pensiero psicoanalitico si sia differenziato in più filoni tanto da prospettare più psicoanalisi, sul piano clinico – il “che fare” nel concreto della pratica terapeutica – è presente una maggiore omogeneità di vedute tra i vari modelli. Quanto del metodo psicoanalitico di ascolto, di indagine e di intervento può venire condensato in una tecnica? E quanto invece sfugge a una disciplina normativa e si manifesta in modi estemporanei e sintesi creative?

La costruzione terminabile e interminabile di una psichiatria psicodinamica – Prof. Franco Del Corno

La psichiatria psicodinamica  rappresenta il risultato di un lungo e complesso processo di integrazione tra un modello diagnostico categoriale dei disturbi mentali e una specifica attenzione al ruolo dei fattori di personalità nella genesi della malattia, oltre che nel suo decorso e nelle cure. Un buon esempio di questo lavoro continuamente in progress è rappresentato dalle due edizioni dello Psychodynamic Diagnostic Manual (PDM), che hanno sottolineato l’importanza della diagnosi di personalità come premessa alla comprensione dei sintomi e del funzionamento mentale del paziente. Sul piano dell’incontro clinico e della pratica professionale, l’approccio psicodinamico in psichiatria si traduce nella proposta di un modello di psicoterapia (ma anche di ogni altra forma di trattamento psicologico: dalla riabilitazione alla prevenzione), che ha trovato nei lavori di Glen Gabbard la sua formalizzazione più diffusa: un continuum di interventi che va da un estremo espressivo,  tradizionalmente identificato con l’analisi delle difese e l’elaborazione del transfert, a un estremo supportivo, focalizzato sul sostegno al paziente, con tutte le possibilità intermedie di lavoro clinico.

Pazienti con personalità borderline: differenze critiche tra dinamiche masochistiche e depressive – Prof.ssa Nancy McWilliams

Nancy McWilliams affronterà le differenze tra dimensioni masochistiche e depressive in individui con organizzazioni di livello borderline di personalità e illustrerà alcuni passaggi del trattamento di una donna con dinamiche autodistruttive riconducibili alla concettualizzazione di carattere “narcisistico-masochista” secondo Arnold Cooper.

“Il masochismo non è un costrutto unitario. Questo termine è stato utilizzato in riferimento a una gamma di fenomeni con diverse origini psicologiche e al servizio di diverse funzioni psichiche, accomunati da un (apparente) investimento nella sofferenza. I pazienti masochisti hanno la tendenza a mettere in atto con il terapeuta il dramma del bambino o della bambina che ha bisogno di cure ma che le può ottenere soltanto se è manifestamente sofferente.”

Psicoterapia focalizzata sul transfert con gravi disturbi di personalità – Prof. Otto Kernberg

 
Otto Kernberg, alla luce del suo modello di psicoterapia focalizzata sul transfert (TFP), passerà in rassegna i suoi contributi sui diversi modelli di transfert, differenziandone le dinamiche in base alle organizzazioni di personalità nevrotiche, borderline o psicotiche e alle sindromi di personalità narcisistiche e schizoidi.

“Penso che la psicoterapia psicoanalitica e la psicoanalisi rappresentino probabilmente le metodologie in grado di promuovere i migliori cambiamenti nel caso di disturbi gravi di personalità, attraverso l’analisi del transfert, delle relazioni oggettuali scisse, primitive e dissociate che determinano e sono l’espressione di un’identità fusionale, normalizzando l’identità del paziente, integrando il suo sé e il concetto di altri significativi.”

Trattamento psicodinamico del Disturbo Narcisistico di Personalità – Prof. Glen O. Gabbard

Glen Gabbard offrirà un panorama delle condizioni narcisistiche, in particolare le più gravi, le cui dinamiche affliggono profondamente il paziente e sfidano il lavoro clinico.

“I pazienti narcisistici passano la loro vita alla ricerca di qualcuno che possa vederli, ascoltarli e ‘raggiungerli’. [Noi psicoterapeuti] speriamo di promuovere questa imperfetta, ma comunque utile e necessaria, ricerca di un ‘incastro’ funzionale tra ciò di cui il paziente può avere bisogno e ciò che come terapeuti possiamo offrire.”

Embodied witnessing (testimonianza incarnata): lavorare con i pazienti borderline attraverso regolazione affettiva, traumi intergenerazionali e modalita’ di re-enactment  – Prof.ssa Clara Mucci

 Lavorare intersoggettivamente con il paziente con gravi disturbi di personalità borderline e narcisistici implica l’attivazione, nel paziente e nel terapeuta, dell’emisfero destro, sede di un inconscio implicito contenitore di memorie somatiche e traumatizzazioni irrisolte. L’intervento di Clara Mucci prenderà le mosse dalla descrizione degli effetti del trauma per mano umana per poi passare a descrivere le modalità disfunzionali a livello di disregolazione affettiva, impulsività, dissociazione, creazione della diade interna vittima-persecutore con possibili attacchi al corpo, come tagli, suicidalità, abuso di cibo, alcol, droghe. Esemplificazioni cliniche accompagneranno l’intervento.

In quali modi il trauma dello sviluppo impatta sulla formazione della personalità? – Prof Benedetto Farina

Una letteratura scientifica autorevole e consolidata dimostra che le esperienze di maltrattamento e abuso nell’infanzia rappresentano il maggior fattore di rischio per tutti i disturbi psichici compresi quelli della personalità. E’ inoltre chiaramente dimostrato che tali esperienze traumatiche dello sviluppo costituiscono un fattore prognostico negativo e di resistenza al trattamento, indipendentemente dall’approccio terapeutico e dal quadro clinico presentato dal paziente. Come potremo apprendere anche dalle presentazioni del pomeriggio è anche dimostrato che i processi psicopatogeni coinvolti nel trauma dello sviluppo sono molteplici e intrecciati tra loro: dalla vulnerabilità genetica ed epigenetica ai processi neurobiologici innescati dal senso di minaccia sino alle conseguenze dell’adattamento a un contesto familiare e socioculturale maltrattante. Questa presentazione si propone lo scopo di introdurre il processo patogenetico dis-integrativo e le sue interazioni con altri processi patogenetici nel determinare la vulnerabilità da trauma infantile. Verranno inoltre descritte le ricadute cliniche e terapeutiche del modello presentato.

La psicoterapia, una disciplina che si occupa del vivente in relazione – Prof.ssa Anna Ferruta
 La psicoterapia si colloca nel contesto delle discipline che si occupano del vivente, cioè di processi che coinvolgono insieme individuo e ambiente e che presentano, invece di una struttura concettuale statica definita e definitiva, un andamento dinamico, in continuo mutamento. Un percorso terapeutico si inserisce in un processo che impatta con un ostacolo che ne blocca la dinamica: è possibile curare un soggetto senza prestare attenzione anche all’ambiente che contribuisce a dare forma alla sua vita psichica, dalle tracce lasciate dalle figure parentali (come racconterà Galit Atlas) alla cultura e alle risorse dei contesti nei quali vive (come ascolteremo nella relazione di Usha Tummala-Narra). Terapeuta e paziente sono alla ricerca di nuovi mondi, sia per far fronte al disagio del vivere, sia per un desiderio di esplorazione, il Seeking, una delle sette fonti primarie di conoscenza degli animali mammiferi individuate dalle ricerche di Panksepp, affetti senza rappresentazione, come base di ogni altro sviluppo conoscitivo. È importante non privare nessuno della ricchezza del suo inconscio o del suo mondo interno.

Personalità e Trauma  – Prof.ssa Galit Atlas

La presentazione della Prof.ssa Atlas si concentrerà sui modi in cui il trauma modella la nostra personalità e prende vita nella diade analitica. Presentando le idee del suo nuovo libro “Eredità emotiva”, ci porterà nella stanza in cui analista e paziente vivono insieme una realtà pericolosa e una storia dolorosa, spesso stuzzicante. Illustrerà come pazienti e analisti entrano nel mondo interiore dell’altro e si scoprono come partecipanti alla vita psichica dell’altro e come entrambi cambiano insieme. Attraverso il materiale clinico, Atlas descriverà la storia traumatica del paziente e i modi in cui influisce sulle sue difese, sulla sua percezione della realtà, sulla sua struttura relazionale, nonché sulla sua capacità di cambiare. Sono i fantasmi del passato che devono vivere nella diade analitica, come Atlas e il suo paziente intraprendono un viaggio per rivisitare il suo trauma e ascoltare il ragazzino che era, il ragazzo che ha lasciato quando è scappato per salvargli la vita. Atlas presenterà una prospettiva relazionale per affrontare l’eredità dell’abuso, la regolazione dell’aggressività e il potere dell’amore analitico.

Personalità e emozioni mentali – Prof. Elliot Jurist

La personalità è modellata da molte forze, molte delle quali sfuggono al controllo della scelta individuale, come il temperamento, lo sviluppo della prima infanzia, la famiglia e la cultura. La psicoanalisi può essere intesa come uno sforzo per fare i conti con queste forze e creare spazio per la scelta individuale. Ciò significa fare i conti con la propria genetica e il sé corporeo, gli aspetti chiave della propria storia evolutiva, la propria famiglia di origine e la famiglia allargata e i valori che sono enfatizzati dalla cultura con cui ci si identifica (che può essere complicata da molteplici identificazioni). Propongo che il percorso ottimale per venire a patti con tutte queste forze sia attraverso la mentalizzazione delle loro emozioni. Il mio intervento delinea questa sfida differenziando tre componenti (identificazione, elaborazione ed espressione delle emozioni) e illustro come aiutare i pazienti a mentalizzare le proprie emozioni con esempi di casi.

“È una cosa culturale?”: Personalità, cultura e contesto nell’incontro terapeutico – Prof.ssa Usha Tummala-Narra

In psicoanalisi, c’è una domanda comune che sorge quando si considera il ruolo del contesto socioculturale nella teoria e nella pratica: “È una cosa culturale?” Nello specifico, i terapeuti si chiedono se il disagio del paziente sia radicato nella cultura del paziente o nella personalità del paziente. In altre parole, c’è stata una tendenza a separare la psiche e il sociale nel corso della storia della psicoanalisi, e le tensioni persistono nel teorizzare su questo problema. In questa presentazione, esplorerò come la personalità è modellata dal contesto socioculturale e come le esperienze del proprio contesto socioculturale si basano sulla personalità, le dinamiche familiari e il trauma. In particolare, saranno enfatizzate le interpretazioni sfumate delle esperienze individuali del contesto socioculturale mentre consideriamo come la personalità e il contesto socioculturale si intersecano e interagiscono nella relazione terapeutica. Un approccio psicoanalitico culturalmente informato guiderà una concettualizzazione delle personalità del terapeuta e del paziente, dei contesti socioculturali e del clima sociopolitico e del loro impatto sul processo di psicoterapia. Fornirò illustrazioni di casi per aiutare a tradurre questa cornice teorica nella pratica clinica e richiamerò l’attenzione sull’importanza di riconoscere e affrontare molteplici prospettive socioculturali nella nostra capacità di ascoltare con maggiore sintonia con i nostri pazienti e con noi stessi.

Last modified: Wednesday, 2 February 2022, 12:15 PM